la casa
La casa degli Stregatti,
nella sua tipologia, appartiene alle costruzioni tradizionali contadine
della Costa d'Amalfi. Contiene tutti gli elementi caratteristici ricorrenti
di questa particolare edilizia come:
- scale esterne che conducono
ai livelli superiori
- struttura muraria in
pietra viva cavata direttamente sul posto
- copertura in manto di
laterizi e struttura portante in travi ricavate da pali di castagno
provenienti dai boschi di Agerola
- corte sul prospetto principale
della casa ricoperta da pergolato di vite
- strutture resistenti
orizzontali fatte da volte a botte o a pseudo-padiglione
- solai con travi in legno
al primo livello
- terreno coltivato a terrazzamenti
retti da muri di pietrame a secco detti "macerine"
La variante di Furore alla
casa tradizionale contadina dell'area della costa campana è nella
copertura che, dalla fine dell'800, non è più affidata
a lamie esterne in battuto di lapillo. Si è preferito, infatti,
ricoprire queste volte - che erano causa di frequenti infiltrazioni
d'acqua - con una struttura a capriate lignee rivestite di un manto
di laterizi (coppi o tegole marsigliesi).
Questa soluzione evitava
una continua manutenzione del tetto e, inoltre, faceva guadagnare alla
famiglia un sottotetto destinato, nella maggior parte dei casi, a fienile
o a deposito di legna ed altro materiale della campagna.
"Eravamo
giunti a Furore per caso. Giacomo stava svolgendo un lavoro per l'Università.
Stava realizzando un ipertesto nel quale voleva costruire una specie
di struttura narrativa 'forte' che raccontasse, oltre le solite valutazioni
scientifiche che una ricerca universitaria richiede, anche la storia
più nascosta, per così dire, del paese.
E per far questo
aveva deciso di conoscere meglio l'oggetto di questo eventuale racconto.
Ci venimmo in
vacanza con i nostri figli per un certo periodo di tempo. Da quel momento
siamo stati coinvolti, è proprio il caso di dire, dal paesaggio,
dalla bellezza, ma, soprattutto dalla casa.
Il sindaco di
Furore, Raffaele Ferraioli, ci aveva parlato di Vittorio, un suo amico
d'infanzia, emigrato a New York che era tornato dall'America ed aveva
intenzione di vendere la sua vecchia casa perchè ormai definitivamente
trasferito negli Stati Uniti.
Fui letteralmente
rapita dalla casa e dal suo incredibile fascino. I muri, la balconata
verso il mare, il cortile con la sua pergola di vite, gli alberi, l'erba,
le stanze ricoperte dalle volte, la campagna che s'avviava dolcemente
verso l'autunno e il panorama da capogiro mi stordirono in un'emozione
fortissima. Guardando verso il basso sembrava di stare in aereo o in
deltaplano e volare in picchiata verso il
Fiordo e
il mare.
Le vecchie case
parlano intensamente al nostro io più segreto, raccontano la
loro storia, ci scelgono, ci trasmettono sentimenti a volte indecifrabili
ma forti. Capii che non avrei potuto fare a meno di vivere in quella
casa.
E' stato difficile
comprarla perchè vi erano molti acquirenti. E' stato Vittorio
a decidere di darla a noi. Lo telefonai a New York. Non so bene cosa
gli dissi. Ma lui si convinse e mi promise che la casa sarebbe stata
mia. E così è stato.
Piansi di gioia."