Furore - Costa d'Amalfi

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vai al sito ufficiale del Comune di Furore realizzato da giacomo ricci

una veduta del Fiordo dal ponte dell'amalfitana

 

Il mare infuriato penetra sotto il Ponte. Dal terribile rumore della grande onda che s'infrange sugli scogli deriva l'antica denominazione, per il paese, di Terra Furoris

Il ponte sul Vallone (china G. Ricci)

il ponte in un disegno a penna (G. Ricci)

 

il Fiordo di Furore

Il Vallone di Furore (detto, comunemente, anche "Fiordo") è una profonda fenditura della roccia , attraversata da un torrente, quasi sempre secco, lo Schiato che scende a picco dal bordo dell'altopiano di Agerola.

Le rocce a strapiombo, la vegetazione che s'aggrappa nelle fenditure delle pareti, i gruppi di case ricavate con tenacia nel suolo, il rumore del mare dentro gli anfratti della Costa, il colore profondo del mare rendono il Fiordo un episodio naturale ed antropico unico, di grande suggestione.

Il Fiordo di Furore: vista aerea con in primo piano il ponte dell'amalfitana

il Fiordo in una vista aerea

Dal Ponte della strada amalfitana si scende per una lunga scalinatella lungo il fianco della parete rocciosa e si giunge sul fondo del Vallone.

la "scalinatella" di accesso dal Ponte

Addentrandosi lungo il Vallone si incontrano suggestive scene in cui la natura e le opere degli uomini si integrano in singolari equilibri. Le architetture del Fiordo sono spontanee, sono, cioè quelle che Rudowsky definiva "architetture senza architetti" e di questi particolari manufatti hanno tutto il fascino: un borgo di pescatori fatto di case semplici e monazzeni ("magazzini", depositi per gli attrezzi e degli armamentari per pescare), una cartiera, una chiesa rupestre di raffinatissima fattura, un Mulino, i canali di percorrenza dell'acqua a cielo aperto costituiscono il patrimonio architettonico che, immerso in una natura aspra e selvaggia, fanno del Fiordo un episodio antropico-naturale di grande significato culturale. Tutto ciò ha suggerito l'ide di installare, nel Fiordo, un ecomuseo che ha lo scopo di raccogliere in una struttura unitaria di fruizione tutti gli episodi architettonici, naturali ed antropici cui s'è fatto cenno.

 

Il Borgo dei pescatori

Il borgo dei pescatori con le sue caratteristiche costruzioni monovano coperte da lamie a botte è certamente uno degli elementi più caratteristici del Vallone di Furore. Sicuramente è l'episodio architettonico del Fiordo (e tra quelli di tutta la Costa d'Amalfi) più fotografato e rappresentato con disegni ed acquerelli.

Le case del borgo - acquerello di G. Ricci   Le case del borgo - acquerello di G. Ricci

due viste del borgo (acquerelli di G. Ricci)

 

Il motivo di ciò è da ricercarsi non soltanto nelle spiccate caratteristiche figurativo-ambientali ma anche perchè è l'elemento che immediatamente appare a chi percorre il ponte della strada statale che da Positano-Praiano conduce verso Amalfi.

Del borgo fanno parte "monazzeni" ora ristrutturati e acquisiti al patrimonio comunale, destinati ad accogliere un Centro Studi sul Cinema, una Biblioteca, il Centro dei Paesi Dipinti e un Museo dedicato ad Anna Magnani. Nella primavera-estate del 1948 Anna Magnani e Roberto Rossellini alloggiarono nel borgo. Qui girarono alcune delle scene più suggestive del secondo episodio del film Amore.

All'interno del Fiordo trovano posto anche altre suggestive costruzioni, magazzini di deposito e una chiesetta rupestre di grande raffinatezza costruttiva

il monazzeno
la chiesa rupestre

 

Il Mulino-Cartiera

Più nel fondo del Vallone è ospitato un complesso edificio che accoglie, al suo interno, un Mulino ed una Cartiera.

Rispetto alle tipologie di fabbriche diffuse all'epoca, l'esempio del mulino-cartiera del Fiordo di Furore rappresenta un caso di rilevante interesse architettonico, sia per la grande articolazione del sistema di adduzione dell'acqua, sia per le soluzioni progettuali che per le tecnologie impiegate.

La struttura del mulino era basata sull'adozione di torri piezometriche, cui era affidato il compito di far cadere l'acqua da grande altezza in maniera che ne venisse aumentata l'energia e la forza d'impatto e su ruote idrauliche orizzontali che meglio funzionavano nei casi in cui l'acqua disponibile fosse di portata limitata.

il complesso Mulino-Cartiera

Tutto il funzionamento del Fiordo e delle sue architetture come struttura produttiva è stato ricostruito e rappresentato in un Museo Virtuale che è possibile visitare in loco.

 

sito a cura di Antonia Esposito e Giacomo Ricci