il Fiordo di Furore
Il Vallone di Furore
(detto, comunemente, anche "Fiordo") è una profonda
fenditura della roccia , attraversata da un torrente, quasi sempre secco,
lo Schiato che scende a picco dal bordo dell'altopiano di Agerola.
Le rocce a strapiombo, la
vegetazione che s'aggrappa nelle fenditure delle pareti, i gruppi di
case ricavate con tenacia nel suolo, il rumore del mare dentro gli anfratti
della Costa, il colore profondo del mare rendono il Fiordo un episodio
naturale ed antropico unico, di grande suggestione.

il
Fiordo in una vista aerea
Dal Ponte della strada amalfitana
si scende per una lunga scalinatella lungo il fianco della parete rocciosa
e si giunge sul fondo del Vallone.

la
"scalinatella" di accesso dal Ponte
Addentrandosi lungo il Vallone
si incontrano suggestive scene in cui la natura e le opere degli uomini
si integrano in singolari equilibri. Le architetture del Fiordo sono
spontanee, sono, cioè quelle che Rudowsky definiva "architetture
senza architetti" e di questi particolari manufatti hanno tutto
il fascino: un borgo di pescatori fatto di case semplici e monazzeni
("magazzini", depositi per gli attrezzi e degli armamentari
per pescare), una cartiera, una chiesa rupestre di raffinatissima
fattura, un Mulino, i canali di percorrenza dell'acqua a cielo
aperto costituiscono il patrimonio architettonico che, immerso in una
natura aspra e selvaggia, fanno del Fiordo un episodio antropico-naturale
di grande significato culturale. Tutto ciò ha suggerito l'ide
di installare, nel Fiordo, un ecomuseo che ha lo scopo di raccogliere
in una struttura unitaria di fruizione tutti gli episodi architettonici,
naturali ed antropici cui s'è fatto cenno.
Il Borgo dei pescatori
Il borgo dei pescatori con
le sue caratteristiche costruzioni monovano coperte da lamie a botte
è certamente uno degli elementi più caratteristici del
Vallone di Furore. Sicuramente è l'episodio architettonico del
Fiordo (e tra quelli di tutta la Costa d'Amalfi) più fotografato
e rappresentato con disegni ed acquerelli.
due
viste del borgo (acquerelli di G. Ricci)
Il motivo di ciò è
da ricercarsi non soltanto nelle spiccate caratteristiche figurativo-ambientali
ma anche perchè è l'elemento che immediatamente appare
a chi percorre il ponte della strada statale che da Positano-Praiano
conduce verso Amalfi.
Del borgo fanno parte "monazzeni"
ora ristrutturati e acquisiti al patrimonio comunale, destinati ad accogliere
un Centro Studi sul Cinema, una Biblioteca, il Centro
dei Paesi Dipinti
e un Museo dedicato ad Anna Magnani. Nella primavera-estate del
1948 Anna Magnani e Roberto Rossellini alloggiarono nel borgo. Qui girarono
alcune delle scene più suggestive del secondo episodio del film
Amore.
All'interno del Fiordo trovano
posto anche altre suggestive costruzioni, magazzini di deposito
e una chiesetta rupestre di grande raffinatezza costruttiva
| il
monazzeno |
la
chiesa rupestre |
Il Mulino-Cartiera
Più nel fondo del
Vallone è ospitato un complesso edificio che accoglie, al suo
interno, un Mulino ed una Cartiera.
Rispetto alle tipologie di
fabbriche diffuse all'epoca, l'esempio del mulino-cartiera del Fiordo
di Furore rappresenta un caso di rilevante interesse architettonico,
sia per la grande articolazione del sistema di adduzione dell'acqua,
sia per le soluzioni progettuali che per le tecnologie impiegate.
La struttura del mulino era
basata sull'adozione di torri piezometriche, cui era affidato il compito
di far cadere l'acqua da grande altezza in maniera che ne venisse aumentata
l'energia e la forza d'impatto e su ruote idrauliche orizzontali che
meglio funzionavano nei casi in cui l'acqua disponibile fosse di portata
limitata.

il
complesso Mulino-Cartiera
Tutto il funzionamento del
Fiordo e delle sue architetture come struttura produttiva è stato
ricostruito e rappresentato in un Museo Virtuale
che è possibile visitare in loco.