la natura

Costiera
di Amalfi ed adiacenze - da Matteo Camera, Memorie della città
di Amalfi, 1881
Il significato
principale che il territorio di Furore assumeva nel passato,
era legato sostanzialmente alla forte pendenza del costone roccioso
su cui erano arroccate le case che rendeva lento e faticoso il procedere
dal livello del mare alla sommità, nell'entroterra, verso Agerola.
I percorsi, costituiti
prevalentemente da scale e sentieri che s'inerpicavano in salita, permettevano
una serie di scambi e relazioni tra gli uomini che, oggi, data la forte
presenza delle strade carrabili, sono passati decisamente in secondo
piano. Al movimento di salita,che si svolgeva a piedi, lento e misurato
, trasversalmente rispetto al corpo allungato della penisola sorrentina,
si è sostituito quello carrabile in senso longitudinale, di scorrimento
veloce.
La statale che percorre
la costiera e conduce verso Amalfi, permette una visione panoramica
del paesaggio ma, inevitabilmente, finisce per gerarchizzare i luoghi,
esaltandone alcuni ed escludendo, drammaticamente, altri dalla vista
del visitatore.
Così Furore è
stato spezzato in due: da un lato la sua marina (il Fiordo, cioè),
percepibile come "orrido", straordinario fenomeno naturalistico
isolato e, dall'altro, il paese, con le sue case disseminate
lungo il costone, praticamente "invisibile" per chi viaggia
lungo l'amalfitana.