il
paese
Furore è un piccolo
paese della Costa d'Amalfi che se ne sta arrampicato, con le sue case,
le sue chiese, i suoi antichi sentieri lungo il costone roccioso che
cade a picco verso il mare. La vista più emozionante è
vederlo dall'alto, con tutti i suoi tetti ordinati, le sue balze di
terreno coltivato a vite, i campanili ricoperti di maioliche.
Rocce, forre, valloni ne
costruiscono i panorami mozzafiato dove gli interpreti principali sono
il cielo e la lunga, infinita distesa blu profonda del mare fino all'orizzonte
ed oltre.

"Paese che non c'è"
perchè si fa fatica a percepirlo nella sua forma classica: non
c'è una piazza con le case raccolte attorno come in ogni piccolo
borgo che si rispetti, le chiese si perdono tra le rocce e il verde,
le case nascoste dai carrubi e dai pini dalle chiome secolari.
Paese agricolo riconvertito
al turismo discreto, colto, fuori dalla confusione dei circuiti commerciali
che caratterizzano, in basso, la Costa.
Da qui la prospettiva infinita
e la natura invitano alla riflessione, alle lunghe passeggiate tra rocce,
agavi e profumi dimenticati, riscoprendo animali da tempo dispersi,
piante ed essenze preziose.
Ed è solo percorrendo
a piedi le sue antiche "scalinatelle" che s'inerpicano per
la salita irta che va verso Agerola che si scopre il paese, la sua consistenza
di pietra, il suo "sapore" e i suoi odori semplici e forti
di erbe, fiori selvatici, spezie aromatiche.

Furore:
Le strade. il tessuto costruito, il vallone del Fiordo